Modalità del fare e dell’essere

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La nostra società è fortemente orientata al fare. Questa modalità è un'attitudine che produce risultati brillanti in quanto strategia generale per risolvere i problemi e raggiungere gli obiettivi. Se esiste un divario tra come le cose sono e come vogliamo che siano, diamo origine a pensieri e azioni mirati al tentativo di colmare il divario. Monitoriamo i progressi compiuti per verificare se il divario sta aumentando o diminuendo e in base a questo rettifichiamo le nostre azioni. È una modalità che produce risultati brillanti e di per sé non c'è nulla di sbagliato. Tuttavia, sin da bambini, rendiamo conto agli altri su che cosa abbiamo o non abbiamo fatto e quasi mai sul come ci sentiamo. Dopo lungo tempo è possibile che ci ritroviamo attori di una vita che non ci appartiene. Il condizionamento operante sottostante al nostro agire è che, per ricevere amore, dobbiamo fare. Siamo così abituati a muoverci con la modalità del fare che la utilizziamo anche per gestire le difficoltà della nostra sfera personale interiore, le nostre emozioni e i nostri pensieri o il genere di persona che vogliamo essere. Ma cosa succede se non riusciamo a escogitare possibili soluzioni? La conseguenza è che la mente continua a elaborare le informazioni nella modalità del fare, girando a vuoto, intorno alla discrepanza e vagliando tutti i modi possibili per ridurla. Gli effetti del divario sono sentimenti negativi di insoddisfazione, paura o frustrazione. I pensieri disturbanti vengono vissuti come reali e non come eventi mentali, insomma il risultato è una ruminazione mentale, una tendenza alla preoccupazione.

I segnali della spinta a fare sono:

  • vivere con il pilota automatico
  • rapportarsi all'esperienza attraverso il pensiero
  • stare nel passato e nel futuro
  • tentare di evitare le esperienze spiacevoli
  • sentire l'esigenza che le cose siano diverse da come sono
  • trattare sé stessi con eccessiva severità

Non c'è bisogno di viaggiare in avanti verso il futuro o indietro nel passato. È possibile vivere e apprezzare il presente in modo più completo e appagante. Il modello dell'essere è dunque caratterizzato dall'esperienza diretta, immediata e profonda del presente e comporta un cambiamento del nostro modo di relazionarci ai pensieri e ai sentimenti. La modalità dell'essere consiste essenzialmente nel permettere che le cose siano quello che sono, senza l'immediata pressione verso il cambiamento. Quindi non esiste alcuna necessità di valutare l'esperienza al fine di verificare l'esistenza del divario tra la condizione reale e quella desiderata per provare eventualmente a ridurlo. Possiamo modificare la nostra modalità dal fare all'essere attraverso quattro abilità.

  • saper dirigere l'attenzione
  • avere un atteggiamento, riguardo alla nostra esperienza, non giudicante
  • modificare la percezione della propria esperienza da soggettiva ad oggettiva ("intimo distacco")
  • saper vivere l'esperienza presente.

Dott.ssa Ilaria Monticone

Fare attenzione ci aiuta a stare meglio